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Chi ha fondato il Rotary e
perchè
Dall'intuizione geniale di Paul Harris
e dall'incontro di tre amici
nasce il più prestigioso club di servizio del mondo

Paul Harris (1868 - 1947)
Fondatore del Rotary |
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Nel corso della sua vita Paul
Harris si è spesso sentito chiedere se a Chicago, in quella
gelida, indimenticabile giornata invernale durante la quale pose
le basi del Rotary, fosse conscio di essere sul punto
di fondare un movimento di importanza mondiale.
La risposta migliore e' forse
quella che egli ha dato in occasione del suo ultimo compleanno,
in un messaggio scritto poco prima del trapasso, avvenuto il 27
gennaio 1947: "No - disse - nel 1905 non lo prevedevo: quando all'inizio
della primavera un contadino mette a dimora un alberello, come puo'
avere la certezza che un giorno diventera' grande
e ricco di fronde?
Non puo' saperlo, perche' deve fare i conti con la pioggia e col
sole, e con l'aiuto della Provvidenza.
Ma allorche' vede spuntare la prima gemma,
allora si che puo' cominciare a pensare al refrigerio
che la sua ombra offrira' nelle giornate estive".
L'idea di Paul Harris, in breve,
era che un gruppo
di persone di diverse professioni si incontrasse regolarmente all'insegna
dell'amicizia, per trascorrere qualche ora in compagnia e, nello
stesso tempo, allargare il giro di affari e le conoscenze professionali.
Dalla discussione di tre amici nacque l'idea di un club maschile
i cui soci sarebbero stati limitati
ad un rappresentante per ciascuna professione
o ramo di affari.
Le riunioni si sarebbero svolte ogni settimana, a turno, presso
l'ufficio di ciascun socio.
La rotazione delle riunioni venne stabilita
con il preciso intento di far conoscere a ognuno l'attivita' degli
altri soci e di incrementare il giro d'affari. Donde il nome "Rotary"
subito adottato.
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I primi quattro rotariani.
Gustavus Loehr, Silvester Schiele, Hiram Shorey e Paul Harris |
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I quattro fondatori
(Paul Harris, Silvester Schiele, Gustavus E. Loher, Hiram Schorey)
erano rispettivamente di discendenza americana, tedesca, svedese,
irlandese, e di religione protestante, cattolica, ebraica: un tipico
prodotto quindi di quell'immenso crogiuolo di popoli che è
l'America e, da questo punto di vista, i capostipiti più adatti
per il movimento internazionale cui si accingevano a dar vita.
Dopo l'ammissione di un quinto socio,
il tipografo Harry Ruggles, il gruppo prese ufficialmente il nome
di Rotary Club di Chicago.
Il primo registro, che risale al 1905, riporta un elenco di trenta
soci, con Silvester Schiele come Presidente; Will Jensen, agente immobiliare,
segretario;
Ruggles tesoriere e il dottor Will R. Neff, dentista, "incaricato
dell'ospitalità".
Paul Harris non volle assumere alcuna carica
nel nuovo club e non ne divenne presidente
che due anni più tardi.
Ruggles fu il primo ad avere l'idea di un coro, e ancora adesso la
tradizione di cantare insieme è viva in molti club.
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Paul Harris, (al centro)
con i delegati cecoslovacchi
al congresso di Chicago del 1930 |
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La notizia della nuova organizzazione
si diffuse rapidamente e ben presto i soci divennero così
numerosi da rendere poco pratiche le riunioni negli uffici dei soci.
Nacque così l'usanza di tenere le riunioni settimanali presso
ristoranti o alberghi. Paul Harris non fu mai dell'idea che il club
di Chicago dovesse esistere unicamente allo scopo di favorire gli
affari dei soci che ne facevano parte.
Egli credeva con tutto se stesso nei valori dell'amicizia e fin
dall'inizio sperò che in ambito civico il club avrebbe intrapreso
delle iniziative di più ampio respiro. Nel 1907, due anni
dopo la fondazione del club,
fu varato il primo progetto in favore della collettività:
la costruzione, nei pressi del municipio, di toilettes pubbliche:
la prima infrastruttura del genere
creata a Chicago.
Tre anni dopo la fondazione del club di Chicago
fu creato un secondo club a San Francisco,
e l'anno seguente si aggiunsero all'elenco altri tre club. Nel 1910,
sparsi in tutti gli Stati Uniti, c'erano 16 club con oltre 1500
soci.
In quell'anno si tenne a Chicago
il primo congresso e i 16 club si riunirono sotto la denominazione
di Associazione Nazionale dei Rotary club. |

Chesley Perry (1872 - 1960)
fu il primo segretario del R.I..
Lascio' l'incarico dopo 32 anni, meritandosi da Paul Harris l'appellativo
di "costruttore" del Rotary |
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Paul Harris ne venne eletto
presidente, mentre Chesley R. Perry, entrato a far parte del club
di Chicago nel 1908, fu nominato segretario: carica che conservò
fino a quando, nel 1942, andò in pensione; Rufus Chapin fu
nominato tesoriere e mantenne l'incarico fino alla sua scomparsa,
avvenuta nel 1945.
L'ideale del servire cominciò a prendere forma durante questi
primi anni, in particolare da quando Arthur Frederick Sheldon divenne
socio del club di Chicago.
Egli era fermamente convinto che ogni professione dovesse essere
considerata come un mezzo per servire la società, e al primo
congresso del Rotary, svoltosi nel 1910, propose il motto
"He profit Most Who Serves His Fellows Best" (Profitta di piu' chi
sa rendere agli altri un servizio migliore).
L'anno successivo, un altro dei primi eminenti soci del Rotary,
Benjamin Franklin Collins, parlò ancora dell'importanza del
servire e lanciò l'idea
di organizzare i club sulla base del principio
"Service, Not Self"
(Servizio, non profitto personale).
Le due frasi modificate in
"He Profits Most Who Serves Best"
(Chi serve meglio profitta di più)
e "Service Above Self"
(Servire al di sopra di ogni interesse personale),
furono prontamente accettati da tutti i rotariani e divennero i
motti di cui, non senza orgoglio, fregiarono i loro distintivi.
Ma dovevano trascorrere 40 anni perché essi fossero adottati
ufficialmente dal Rotary International
in occasione del congresso di Detroit del 1950.
I primi tentativi di Paul Harris
di costituire un club fuori dai confini degli Stati Uniti furono coronati
dalla fondazione di quello di Winnipeg, in Canada, avvenuta nel 1911
dopo una lunga serie di approcci negativi.
Fu così che il Rotary divenne internazionale. |

Arch Klumph, sesto presidente del
R.I., fu l'ideatore, nel 1917,
della Fondazione Rotary |
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Nello stesso anno era anche
iniziata la pubblicazione di The National Rotarian, il precursore
della rivista
The Rotarian, nota anche come organo ufficiale del Rotary
International.
Più tardi, quello stesso anno, Paul Harris si mise in contatto
con il bostoniano Harvey Wheeler, proprietario di un cotonificio
in Inghilterra, allo scopo di costituire un club a Londra.
Poco dopo, lo stesso Wheeler, con Arthur Frederick Sheldon e E.
Sayer Smith, fondò i club
di Londra e di Manchester.
Nel medesimo tempo Paul Harris
apprese con grande meraviglia che in Irlanda, e precisamente a Dublino,
esisteva gia' un "Rotary" club, la cui sotituzione risaliva al marzo
1911.
Il mistero venne chiarito non appena si seppe che Stuart Morrow,
un ex rotariano di san Francisco,
si era trasferito in Irlanda e aveva organizzato
un club a Dublino e uno a Belfast.
Paul Harris chiese a Morrow di proseguire nell'opera già
intrapresa, e in breve tempo vennero fondati
in Scozia i club di Glasgow e di Edimburgo,
ed altri in varie località dell'Inghilterra.
Una volta varcato l'Atlantico,
il Rotary si diffuse rapidamente e, al congresso di Duluth del 1912,
la sua denominazione venne cambiata in Associazione Internazionale
dei Rotary Club, a sua volta abbreviata, nel 1922, in Rotary International.
Il primo presidente non statunitense, il canadese
E. Leslie Pidgeon, fu eletto nel 1917
al congresso di Atlanta.
Il primo Rotary Club che venne costituito in un paese non di lingua
inglese fu, nel 1916, quello cubano dell'Avana, disciolto poi nel
1979.
Il Rotary incominciava quindi a oltrepassare non solo
i confini nazionali, ma anche le barriere linguistiche, senza tuttavia
acquisire una dimensione
veramente mondiale sino agli anni venti,
allorchè si diffuse per tutta l'Europa continentale
e raggiunse l'America meridionale e centrale, l'Africa, l'Australia
e l'Asia.
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Particolarmente attivo il servizio
rotariano nel settore della medicina a mezzo di volontari operanti
in tutti i Paesi del mondo |
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Tale diffusione, attestata dalla
universalità del sodalizio, ha provato e prova che i principi
su cui esso si basa hanno ancora una vitalità così
intensa ed esercitano un richiamo così forte da superare
ogni differenza di razza, religione, lingua e nazionalità.
Gli anni venti furono costruttivi, brillanti, ricchi di sfide: il
1926 in particolare fu l'anno memorabile in cui il Rotary Club di
Londra diede uno dei maggiori contributi al movimento rotariano.
Nel corso di una passeggiata
domenicale fra le colline del Surrey, due dei suoi membri misero
a punto quello che fu chiamato il progetto "Scopi e obiettivi".
Avevano pensato cioè di incanalare le attività
di servizio secondo quattro precisi indirizzi:
l'azione interna, l'azione di interesse pubblico,
l'azione professionale e l'azione internazionale.
I due rotariani erano Sydney W. Pascall, che nel 1931-32 doveva
essere nominato presidente del Rotary International, e Vivian Carter,
che a quell'epoca era segretario generale del R.I.B.I., l'associazione
dei Rotary Club in Inghilterra e Irlanda.
La nuova idea venne ampiamente
discussa
e presentata nel 1927 al congresso del R.I.
di Ostenda, dove fu accettata.
Di conseguenza i quattro indirizzi (più tardi chiamati "vie"
d'azione), divennero parte integrante degli scopi del Rotary International
e sono tuttora operanti dovunque funzioni un Rotary Club.
Il Rotary International è stato l'antesignano di altre grandi
associazioni di servizio,
come il Kiwanis International, costituito nel 1917
e l'Optimist International (1919).
Analogamente, sul modello rotariano si vennero a creare organizzazioni
femminili di servizio
quali lo Zonta International, fondato nel 1919.
Il Rotary ha anche preparato il terreno a numerose importanto organizzazioni
di statura mondiale,
tra cui la International Society for Crippled Children, fondata
nel 1922, attualmente ribattezzata con il nome di Rehabilitation
International, e l'Unesco
(United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization),
le cui basi furono poste nel corso
di un convegno rotariano svoltosi a Londra nel 1942 con lo scopo
di esaminare la costituzione
di un vasto sistema di scambi culturali fra nazioni.
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Il programma Polioplus della Fondazione
Rotary
ha vaccinato milioni di bambini
in tutto il mondo |
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Le statistiche sull'espansione
del Rotary nel mondo sono imponenti, ma le realizzazioni rotariane
che ogni anno si compiono attraverso le quattro vie d'azione non
possono essere descritte solo con le cifre.
L'amicizia, il miglioramento nell'esercizio degli affari e delle
professioni, la gioia recata ai meno privilegiati e agli handicappati,
il lavoro svolto con i giovani per aiutarli a sviluppare i principi
della leadership, l'incessante fluire di iniziative in favore della
collettività, le migliaia di borse di studio e di scambi
culturali,
gli innumerevoli altri progetti varati dal club,
comprese le attività internazionali della Fondazione Rotary,
sono tutti elementi da tenere presenti nel considerare i progressi
compiuti attraversi il programma del Rotary presentato in questo
sito
e negli altri siti rotariani; e questo proprio a causa
della peculiarità del Rotary, che può essere paragonato
ad un mosaico, composto da innumerevoli tessere
di grandezza diversa e differenti per forma e colore.
Nella sua autobiografia My Road
to Rotary (la mia via verso il Rotary), Paul Harris paragona la
potenza del Rotary al corso di un fiume maestoso: "Il grande fiume
è la somma totale dei contributi di centinaia, forse anche
di migliaia di piccoli ruscelli che vi affluiscono dalle colline
e dai monti, mormorando dolcemente, impazienti di tuffarsi nella
sua corrente.
A questo si può paragonare l'espansione del Rotary. Esso
è diventato grande per la dedizione
e il contributo di migliaia di rotariani di tanti Paesi".
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